Posts Tagged ‘economia’

Il mito ossessivo della crescita

Posted 04 Jan 2012 — by Marcello Frigeri
Category FOCUS, POLITICA

L’accumulazione di denaro, inteso come principio del benessere, aiuta i vincenti a dimenticare la morte, ma la morte di milioni di perdenti sta lì a ricordare ogni momento la vanità dell’operazione.

L’uomo, dalla Rivoluzione francese a questa parte, ha in mente un mondo in cui l’uguaglianza deve essere, obbligatoriamente, il valore più alto. Percorre da secoli una strada che lui stesso ha costruito, giorno dopo giorno, e che dovrebbe condurre all’uguaglianza totale in diritti e opportunità. Eppure oggi un amministratore delegato guadagna 1000 volte quello che percepisce un operaio. Se è l’uguaglianza che cerchiamo, allora abbiamo imboccato il percorso inverso. Read More

Quale capitalismo?

Posted 27 Sep 2011 — by Marcello Frigeri
Category FOCUS

L’altro giorno discutevo su Facebook con l’Onorevole Stracquadanio riguardo al futuro della democrazia. Mentre l’Occidente e il medi oriente scoppiano sotto la tramontana furiosa delle rivoluzioni, causate dalle dittature nostre amiche e dalla profonda crisi economica, lui pensava bene di parlare sul suo profilo delle barbarie – le intercettazioni – che coinvolgono il premier e le puttane che, con un eufemismo, chiamiamo escort. Read More

Il modello paranoico della modernità

Posted 26 Jan 2011 — by Marcello Frigeri
Category FOCUS

In occasione del conferimento del premio Sant’Ilario, durante il tradizionale discorso del sindaco, Vignali ha detto: “(…) E come una famiglia che cresce compra una casa più grande, così fa la città, costruendo nuove opere, nuovi asili, nuove strutture per anziani, nuove strade e nuove piazze. E come una famiglia, quando fa un investimento per il futuro non dice ‘ho fatto un debito’, ma dice ‘ho comprato una nuova casa’, così è per l’Amministrazione. L’unica alternativa possibile è non costruire queste cose, che però significa tornare indietro nella qualità della vita”, considerando il lavoro come “sviluppo del benessere”. Anzitutto, ci insegna il sindaco, il debito del Comune non si chiama più  debito, ma investimento: chiamare le cose con il proprio nome, infatti, gli pare brutto, soprattutto quando si tratta di denaro pubblico. Ma l’argomento è un altro: è proprio vero che si torna indietro “nella qualità della vita” se non si costruiscono nuove opere, non si realizzano nuovi servizi, non si aumenta la produttività, non si cede di un’unghia al ritmo frenetico del lavoro, del business e dell’industria, e dunque, in poche parole, non si resta al passo con i tempi? Read More