Ci attende un decennio di trasformazioni nella società e nella politica italiana, e il cambiamento, che dagli anni 2000 ad oggi è già in graduale evoluzione, è dovuto ad un agente esterno, che in una certa misura è anche interno, e ad uno nazionale. Il fallimento politico della Seconda Repubblica ha condizionato gli ultimi vent’anni dando vita ad un contesto sociale in cui si è radicata la protesta – fino a qualche mese fa di un ramo dell’elettorato di sinistra, oggi più ampio e anche di destra -, e il cui oggetto è stato, ed è tutt’ora, la mediocrità degli uomini politici, e l’incapacità dei partiti di aprire una nuova fase della storia italiana postuma a Tangentopoli. Read More
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Gli anni del cambiamento
La metamorfosi della democrazia
Se oggi dovessimo definire la democrazia, quello che per prima viene in mente – anche se non si riduce solo a questo – è la libertà e il diritto alla scelta: indipendentemente dalla classe sociale che occupiamo, purché cittadini del Paese in cui abitiamo, ognuno di noi ha infatti diritto a votare chi ritiene il migliore per governare e rappresentare la collettività. Uguale diritto (al voto) e uguale libertà (di scelta). Il binomio del nostro tempo, infatti, è un intreccio di uguaglianza e libertà valido per tutti i cittadini. Read More
La grande truffa
Category POLITICA
La truffa della modernità porta il nome di democrazia. O meglio: ciò che si dovrebbe realmente intendere per democrazia non è quello che i partiti politici attuano all’ombra della sovranità popolare. L’essenza del regime democratico, a differenza di tutti gli altri, è infatti il potere che corre dal basso verso l’alto. La sovranità, in questo caso, è un potere detenuto dal popolo sul popolo, che dunque si troverà ad essere governato e governante al tempo stesso. In democrazia il soggetto è il popolo, il fine il mantenimento dello Stato e il mezzo che porta al fine è il potere. Per meglio comprendere: in una autocrazia, invece, il potere corre dall’alto verso il basso: il soggetto è l’autocrate che prende singolarmente, ma per la collettività, le decisioni, il fine è il mantenimento dello Stato e il mezzo resta sempre il potere. Allora si dirà: ma è proprio questa la democrazia moderna, la sovranità ed il potere sono infatti del popolo. Sbagliato. Così è solo in apparenza. Anzitutto la sovranità non appartiene più al cittadino, perché è stata delegata ai suoi rappresentanti, i parlamentari. In una democrazia rappresentativa, infatti, attraverso il voto il cittadino non decide le questioni, ma decide chi deve decidere le questioni. Read More
I partiti politici: il nuovo impero delle oligarchie mascherate
Category POLITICA
La settimana scorsa parlavamo della democrazia italiana come una forma di governo in coma vegetativo, spremuta con forza dall’autocrazia di Berlusconi e dalla libertà collettiva minacciata dalle leggi ad personam. Questa settimana, invece, parliamo dei partiti politici. Perché anche questi, se vogliamo, hanno l’innata capacità di snaturare il senso della democrazia rappresentativa. C’è un passo della Costituzione (già, la Costituzione: i più la considerano un dogma infallibile ma in realtà, proprio perché scritta da un essere imperfetto come l’uomo, non potrà mai definirsi tale: dall’imperfezione non può nascere perfezione) nel quale si dà una dizione dei partiti che Norberto Bobbio definisce “ridicola”, è l’art. 67: “ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione”. Ma è vero il contrario, e cioè che ogni membro del Parlamento dovrebbe rappresentare la Nazione ma finisce con il rappresentare il suo partito e gli interessi dello stesso. Stiamo parlando infatti di piccoli ceti oligarchici che anziché difendere gli interessi nazionali difendono quelli di parte, e spesso rispondono, anzi ubbidiscono, alle esigenze di altri gruppi di pressione caratterizzati da un forte potere economico. I partiti sono una sorta di potentato legittimato dal voto. Read More
Il delirio di un uomo comune (che si contraddice)
Category POLITICA
Ecco elencate alcune dichiarazioni di Berlusconi fatte negli ultimi due anni di governo:
14 luglio 2008
“sono determinatissimo. Il dialogo non è una mia preoccupazion. Se c’è bene, ma non è indispensabile per cambiare la Costituzione”.
2 0tt0bre 2008
“Procederò con decreti legge in ogni materia che riterrò necessaria, anche imponendo al Parlamento di approvarli. Abbiamo il dovere di governare ma abbiamo a che fare con istituzioni e regolamenti che sono arretrati. I regolamenti vanno cambiati. In Parlamento c’è un popolo di depressi. Non andremo più in Tv a farci insultare”.
11 dicembre 2008
“Sono ancora marxisti [riferendosi all'opposizione, ndr], non si può dialogare. Non accetto di parlare con chi mi accusa di essere Hitler, il diavolo, di non aver voce in capitolo sulla questione morale. Questa sinistra non è democratica” Read More